Peste in Siberia, USA chiedono chiarimenti alla Russia dopo la morte della ricercatrice

Morte di ricercatrice in Siberia, Usa chiedono chiarimenti alla Russia su peste e polmonite.

La morte di una ricercatrice in Siberia ha scatenato preoccupazioni internazionali, con gli Stati Uniti che hanno chiesto alla Russia «chiarezza» sulla causa della sua morte e sui possibili contagi. Darya Shipilova, 28 anni, è deceduta a causa di una polmonite a eziologia sconosciuta, dopo aver contratto una malattia durante il lavoro presso un istituto di ricerca sull’epidemia di peste. La notizia ha suscitato allarme, con circa 200 persone messe in quarantena per precauzione.

La peste in Siberia e le sue forme

La peste, una malattia endemica in Siberia, si manifesta in tre forme principali: la bubbonica, la polmonare e la setticemica. La forma più comune, la bubbonica, si sviluppa attraverso il morso di pulci infette, causando l’ingrossamento dei linfonodi. La forma polmonare, invece, è la più grave e si trasmette per via aerea, con un tasso di mortalità elevato se non trattata tempestivamente. La peste è causata dal batterio Yersinia pestis, presente in piccoli mammiferi selvatici e nelle loro pulci.

La risposta russa e le misure di sicurezza

L’autorità sanitaria russa, il Rospotrebnadzor, ha affermato che non sono stati rilevati casi di peste tra le persone che hanno avuto contatto con Shipilova. Gli esami effettuati sul corpo della ricercatrice non hanno evidenziato microrganismi riconducibili al suo lavoro. L’ente ha dichiarato di aver attuato misure anti-epidemiche complete, incluso il ricovero in ospedale di chi ha avuto contatto con la vittima e l’esecuzione di esami quotidiani. Tra i risultati, sono emersi due casi di Covid-19 e due di infezione da rinovirus. La vice capo dell’amministrazione del distretto di Shelekhov, Elena Sofina, ha spiegato che la diagnosi definita «pericolosa» non è stata confermata. Inoltre, ha reso noto che il 60% delle persone in quarantena è già stato dimesso. Nonostante l’attenzione, la vita quotidiana nella zona non ha subito particolari sconvolgimenti, anche se alcune persone hanno iniziato a indossare mascherine chirurgiche per precauzione.

Le reazioni internazionali e le accuse degli USA

Il Dipartimento di Stato americano ha inviato una «démarché» a Mosca, esortando la Russia a rispettare gli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario. Gli Stati Uniti hanno anche sconsigliato ai cittadini di viaggiare nel paese. Il presidente Donald Trump ha annunciato una telefonata con Vladimir Putin per discutere l’argomento, con l’obiettivo di ottenere ulteriori informazioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che la Russia ha comunicato l’assenza di casi di peste a Irkutsk. Nonostante le misure adottate, la morte di Shipilova ha suscitato preoccupazioni, con ipotesi diverse circolate sui social media. Alcune teorie suggerivano un contagio durante un viaggio in Thailandia o vicino al confine con la Mongolia, ma sono state smentite dall’autorità sanitaria russa. La peste, pur essendo endemica in Siberia, rimane un rischio globale, con la maggior parte dei casi umani negli ultimi anni registrati in Africa e Madagascar.

  • La peste è causata dal batterio Yersinia pestis.
  • La forma polmonare è la più grave e si trasmette per via aerea.
  • La Russia ha affermato di non aver rilevato casi di peste tra i contatti di Shipilova.

La situazione in Siberia rimane sotto osservazione, con l’attenzione concentrata su eventuali ulteriori sviluppi. La peste, pur non essendo un rischio immediato per il resto del mondo, richiede una vigilanza costante, soprattutto in aree dove il batterio è presente tra animali selvatici.