Adidas investe in tecnologie per il caldo estremo: l’AI al servizio dell’atleta
Adidas presenta nuove tecnologie per affrontare il caldo estremo, con l’AI come strumento per migliorare la performance degli atleti.
Adidas ha presentato durante l’evento Home of Innovation a Herzogenaurach, in Germania, nuove tecnologie dedicate alla performance degli atleti in condizioni climatiche estreme. L’azienda, leader nel settore sportivo, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale (AI) non sia un fine in sé, ma uno strumento al servizio dell’essere umano. L’obiettivo è migliorare la capacità degli atleti di affrontare il caldo, un fattore che sta diventando sempre più determinante nella preparazione e nella performance. La tecnologia, in particolare, si concentra su soluzioni per ridurre la temperatura corporea e migliorare la concentrazione, anche a livello cognitivo.
Il caldo come sfida crescente
Il caldo estremo sta modificando radicalmente le condizioni in cui si svolgono gli sport. A Herzogenaurach, durante l’evento, Margherita Raccuglia, Global Director Innovation Athlete Performance di Adidas, ha spiegato come le temperature di 35-38 gradi Celsius possano influire significativamente sulle prestazioni. «Quando guardiamo la performance di un atleta, cerchiamo di capire anche le condizioni in cui andrà a competere», ha detto. Esempi concreti sono i tornei di tennis, dove si registrano pause per il calore, e le maratone, che modificano orari e percorsi per evitare il rischio di sforzo termico. Anche nel ciclismo, il dibattito sulla sostenibilità dei calendari si fa sempre più acceso, con l’idea di adattare i percorsi a un clima che non esiste più.
La tecnologia non si limita ai professionisti. Raccuglia ha sottolineato come anche gli amatori si ritroveranno sempre più spesso a correre o allenarsi in ambienti più caldi. «Le ricerche che finora erano finalizzate a migliorare la prestazione di un campione, oggi possono trasformarsi in strumenti per consentire a chiunque di continuare a fare attività fisica», ha detto. L’idea è di rendere disponibili tecnologie accessibili a tutti, non solo a atleti di alto livello.
Le tecnologie per il fresco
Adidas ha sviluppato soluzioni innovative per affrontare il caldo, come il kit Climacool+ che combina un gilet refrigerante con una giacca isolante. Questo sistema è stato testato con atleti come l’ultrarunner Charlie Lawrence e il pilota di Formula 1 Kimi Antonelli, che ha raggiunto temperature corporee vicine ai 40 gradi. «Se hai un sistema che ti permette di ridurre la temperatura corporea, hai più energia, anche a livello cognitivo e mentale, per concentrarti sull’obiettivo», ha spiegato Raccuglia. L’obiettivo è non solo migliorare la performance, ma anche garantire il benessere degli atleti, anche in condizioni estreme.
La personalizzazione renderà ogni prodotto unico. La tecnologia non si limita ai professionisti. L’azienda punta a creare prodotti che, pur essendo innovativi, mantengano un legame con il passato e le esigenze degli atleti. La strada verso il futuro è segnata da un’evoluzione rapida. «Tutto sta evolvendo molto più rapidamente», ha detto Marc Makowski, Senior Vice President Creative Direction & Innovation di Adidas. «Potrebbero bastarne cinque o dieci modelli come le Evo SL o le Hyperboost per fare capolino nei nostri uffici o calpestare i corridoi delle nostre scuole». La personalizzazione, oggi interpretata attraverso la stampa 3D, renderà ogni prodotto unico e adatto a qualsiasi contesto, persona e personalità.
Adidas ha anche ricordato come molte delle sue tecnologie siano nate da esigenze specifiche degli atleti. La scarpa Stan Smith, ad esempio, fu creata come prodotto esclusivo per sportivi di alto livello, ma oggi è diventata un simbolo di stile. «Molti dei modelli che oggi consideriamo di moda o che fanno parte del nostro stile di vita quotidiano, sono in realtà nati come qualcosa di esclusivo, per sportivi di un certo livello», ha spiegato Nick Galway, responsabile del rapporto tra direzione creativa e innovazione. La tecnologia, inoltre, si concentra su soluzioni per ridurre la temperatura corporea e migliorare la concentrazione, anche a livello cognitivo. L’AI è presente soprattutto dove può aumentare la capacità di elaborare dati e accelerare i processi – continua Makowski –. Possiamo simulare la creazione di un prodotto invece di costruirlo ogni volta fisicamente, quindi ridurre il numero delle iterazioni e velocizzare il processo. Per noi l’AI è un enorme motore di efficienza.
