I giovani italiani sanno del costo ambientale dell’IA, ma la usano comunque

I giovani italiani sono consapevoli del costo ambientale dell’intelligenza artificiale, ma la usano comunque. Un’analisi dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità.

I giovani italiani sono consapevoli del costo ambientale dell’intelligenza artificiale, ma non intendono rinunciarvi. Secondo l’Osservatorio Giovani & Sostenibilità, condotto da Csa e Quorum/YouTrend per Angelini Industries, il 46 per cento degli under 30 ritiene che l’impatto ambientale dell’IA sia grave, al pari di quello dei combustibili fossili o della deforestazione. Tuttavia, la tecnologia resta per loro un’alleata indispensabile: circa sette su dieci la usano spesso o qualche volta, mentre solo il 15 per cento si impegna a farne a meno.

Un equilibrio tra consapevolezza e utilizzo

La consapevolezza non si traduce in un rifiuto della tecnologia, ma in una convinzione di doverla orientare verso un uso sostenibile. Il 42 per cento degli under 30 si aspetta che la spinta verso la sostenibilità provenga proprio da loro, mentre il 30 per cento la affida alle imprese o alla politica. Questa tensione tra consapevolezza e pragmatismo si legge nella terza edizione dell’Osservatorio, che ha incluso per la prima volta la voce degli under 14 della generazione Alpha.

La ricerca ha rivelato che i giovani non si limitano a conoscere i temi della sostenibilità, ma li integrano nelle loro scelte quotidiane. Per esempio, il 76 per cento ritiene che la sostenibilità influenzi il proprio benessere futuro, una percentuale superiore al totale del campione. Tuttavia, la disillusione cresce: più della metà degli under 30 è convinta che gli obiettivi di sostenibilità non saranno raggiunti, e il degrado del Pianeta e delle comunità sia irreversibile.

Le promesse non bastano più: ciò che genera fiducia sono evidenze concrete, metriche verificabili e una rendicontazione trasparente dell’impatto prodotto.

Un atteggiamento pragmatico e selettivo

Nonostante questa sfiducia, i giovani non si disinteressano del tema. Al contrario, adottano un atteggiamento più selettivo e pragmatico. Negli ultimi tre anni, la percentuale di chi ha già intrapreso o è disposto a intraprendere cambiamenti impegnativi, come adottare una dieta vegetariana o acquistare prodotti biologici, è calata. Tuttavia, persiste l’interesse per azioni che coniugano benefici ambientali e sociali con quelli economici, come ridurre i consumi d’acqua o di energia. Un’altra caratteristica distintiva dei giovani è la loro disponibilità a pagare un prezzo leggermente più alto per prodotti realmente sostenibili. Lo dichiara quasi il 60 per cento del campione, una percentuale molto più alta rispetto al 42 per cento della popolazione generale. Inoltre, un under 30 su due si dice pronto a boicottare le aziende considerate poco responsabili.

Per le imprese, questo significa investire in prodotti, servizi e modelli operativi capaci di rendere le scelte sostenibili sempre più accessibili e competitive.

La tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, è vista come un’alleata per studio e lavoro. Il 68 per cento del campione la utilizza per lo studio e il lavoro, soprattutto per accedere alle informazioni, produrre contenuti e risolvere problemi. Tuttavia, i giovani non temono che le piattaforme di IA sostituiscono i lavoratori, ma riconoscono la necessità di aggiornare le proprie competenze per saper collaborare con questi sistemi. L’Osservatorio Giovani & Sostenibilità 2026 sarà al centro di un dibattito su “Sostenibilità e nuove tecnologie: cosa pensano davvero gli Under 30?” in programma giovedì 8 ottobre alle 17:00 nella Mirror Room di Villa Sanquirico, a Torino. L’evento, parte del programma Tech Villa, vedrà la partecipazione di esperti e figure di rilievo, tra cui Giulia Gambini e Piero Carloni, con l’introduzione di Giovanni Mori.