Chivu: “All’Inter voglio costruire qualcosa che duri nel tempo” e svela un retroscena sulla notte del Triplete

Chivu parla del futuro all’Inter e svela un retroscena sulla notte del Triplete. L’allenatore si sofferma su Futnet e la ricerca del talento in Italia.

Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato a Futnet di come intende costruire un futuro duraturo per la squadra, sottolineando l’importanza di investire nel talento e nel lavoro quotidiano. L’allenatore ha anche svelato un retroscena sulla notte del Triplete, il 22 maggio 2010, quando l’Inter vinse la Champions League, la Serie A e la Coppa Italia. Nonostante l’importanza del momento, Chivu non ha festeggiato, poiché aveva un impegno con la nazionale. L’allenatore ha spiegato che aveva l’aereo e doveva tornare in nazionale il giorno dopo, nonostante l’allenatore della squadra nazionale gli avesse dato alcuni giorni di libertà. Chivu ha sottolineato che la sua decisione era motivata da una responsabilità nei confronti del Paese e del gruppo.

La ricerca del talento e l’importanza di Futnet

Futnet, la piattaforma che ha offerto 200 valutazioni gratuite ai giovani, è diventata un importante strumento per l’allenatore. Chivu ha spiegato che la tecnologia permette ai giovani di essere valutati da professionisti del settore, come Walter Sabatini, Christian Brocchi, Walter Zenga, Giorgio Perinetti e Dario Marcolin. L’allenatore ha sottolineato che Futnet offre un’opportunità per tutti, soprattutto per i giovani che non hanno la possibilità di essere visti. “Abbiamo tanti giovani che vogliono emergere, che vogliono coltivare quel sogno e cercare di fare di tutto per raggiungerlo”, ha detto Chivu. L’allenatore ha anche spiegato che Futnet permette ai club di osservare le valutazioni dei giovani e di accedere al Futnet player evaluation (FPE), un certificato rilasciato dalla piattaforma.

Chivu ha anche parlato della ricerca del talento in Italia, sottolineando che non vede una situazione drammatica. L’allenatore ha spiegato che il talento emerge sempre, anche se ci sono dei cicli. “Per me è una questione di cicli, perché il talento fa tanto”, ha detto Chivu. L’allenatore ha anche sottolineato che è troppo facile puntare il dito e che bisogna trovare modi e soluzioni nel fare, nel capire dove abbiamo sbagliato noi. La colpa è nostra, non è di quelli che arrivano da sotto.

Chivu e Pio Esposito: un esempio di coraggio

Chivu ha parlato anche del percorso di crescita di Pio Esposito, un giovane talento che ha lasciato la Primavera per andare in Serie B. L’allenatore ha sottolineato che Pio ha avuto il coraggio di prendere questa decisione, nonostante fosse una scelta difficile. “Lui ha avuto il coraggio di mollare la Primavera, di andare in un’altra realtà che è la Serie B, in un’altra città dove doveva dimostrare, ripartire da zero”, ha detto Chivu. L’allenatore ha anche spiegato che Pio ha lavorato molto, nonostante le difficoltà, e che è diventato più maturo e pronto per la squadra. “Pio Esposito, che mi viene in mente, quando l’ho responsabilizzato, dandogli la fascia, lui ha risposto alla grande, comportandosi da persona molto sensibile”, ha concluso Chivu.

Chivu ha anche parlato della motivazione individuale di un giocatore e delle motivazioni di una squadra. L’allenatore ha spiegato che vincere la Champions è bellissimo e che è il sogno di tutti. “Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti. C’è una grossa differenza tra una partita di campionato e una di Champions. E non importa se è la fase a gironi o se è un ottavo. C’è una grossa differenza”, ha detto Chivu. L’allenatore ha anche sottolineato che non esiste una ricetta che ti dà la certezza che puoi vincere la Champions, né esistono i soldi che ti possono comprare una Champions. È una somma di tante cose, durante la stagione arrivi a un certo punto, ma tardi, tipo a marzo, e capisci a che punto sei.