«I dati grezzi sono immodificabili», il genetista denuncia omissioni nell’inchiesta su Alberto Stasi
Il genetista Matteo Fabbri accusa i Ris di aver nascosto due test negativi sul Dna di Alberto Stasi, mettendo in carcere un ragazzo.
Il genetista Matteo Fabbri, ex consulente per la difesa di Alberto Stasi nel 2007, ha accusato il Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri (Ris) di aver nascosto due test negativi sul Dna, mettendo in carcere un ragazzo. L’esperto ha sottolineato che l’omissione fu un’azione dolosa, che ha avuto conseguenze devastanti. L’episodio, avvenuto nel settembre 2007, ha portato a un processo in cui un ragazzo fu condannato per una relazione che, in realtà, non esisteva. Fabbri ha chiesto che la Procura e i vertici dell’Arma facciano chiarezza e prendano provvedimenti severi.
La finestra temporale del 17 al 24 settembre
Secondo Fabbri, il cuore dell’anomalia risiede in una finestra temporale ben precisa: dal 17 al 24 settembre del 2007. Durante questa settimana, i consulenti della difesa non furono mai convocati, nonostante i periti dell’accusa continuarono a lavorare sui campioni prelevati. «Non fummo avvisati di nulla», ha detto il genetista, ricordando che il 24 settembre il capitano Marino li convocò solo per mostrare «quel profilo di Dna di Chiara Poggi sul pedale della bici di Alberto Stasi». Nessuna menzione venne fatta ai due tracciati negativi eseguiti il 20 settembre.
La manovra di caricamento dei dati ha reso il risultato anomalo. Il risultato dei test, che presentava un valore di 2,78, venne ottenuto il 19 settembre solo in seguito a un caricamento di dati effettuato dal sottotenente Portera, un ufficiale che, secondo Fabbri, «non avrebbe dovuto toccare nemmeno un foglio». L’esperto definisce questa manovra «una operazione stile Lourdes», sottolineando che il giorno successivo, di fronte a quel risultato anomalo, il capitano Marino rifece le analisi ottenendo i famosi due esiti negativi, ma decise di tacere.
Le contro-analisi e le accuse al generale Garofano
A chi teorizza che due negativi non annullino un positivo, Fabbri risponde che in ambito scientifico «di fronte a due risultati contrastanti non si opta per una soluzione o per l’altra, si fanno ulteriori approfondimenti». I dati grezzi, ha sottolineato, sono immodificabili e possono essere aperti infinite volte senza alterarli. «Un ragazzo è finito in carcere per quella relazione», ha detto il genetista, riferendosi al caso di un ragazzo che fu condannato per una relazione che, in realtà, non esisteva. Le omissioni hanno avuto conseguenze devastanti. Le conseguenze di quelle omissioni, ribadisce Fabbri, sono state devastanti: «C’era una ragazza morta ammazzata e un ragazzo andò in carcere per quella relazione del Ris». L’auspicio finale del genetista è rivolto alla magistratura e ai vertici militari: la speranza è che i dottori Civardi e Napoleone vadano fino in fondo nelle loro indagini e che l’Arma dei Carabinieri, istituzione che Fabbri dichiara di amare, «prenda provvedimenti» contro chi ha inquinato la ricerca della verità.
