Juventus, un miliardo speso senza vincere nulla: il pozzo senza fondo di Elkann
La Juventus continua a spendere senza risultati, con un miliardo di euro investito senza successi. Elkann e Exor si trovano a fronteggiare un club in crisi.
La Juventus, con un miliardo e duecentoquarantotto milioni di euro investiti senza vincere nulla, rappresenta un caso emblematico di una società che, nonostante i grandi investimenti, non riesce a produrre risultati tangibili. L’ultimo aumento di capitale, fino a 250 milioni di euro, annunciato per la fine del 2026, è solo il quinto di una serie che va dal 2019 a oggi. La casa madre, Exor, ha continuato a sostenere il club, anche se questa volta ha incluso un anticipo di 60 milioni per gestire i prossimi mesi.
Un pozzo senza fondo
La Juventus, sotto la guida di John Elkann, sembra essere un pozzo senza fondo. Dopo l’era di Andrea Agnelli, il club ha smarrito la via dei successi di campo e della stabilità. Anche se negli anni sono stati conquistati alcuni trofei, come uno scudetto con Sarri, l’accoppiata Coppa Italia e Supercoppa italiana con Pirlo, e la Coppa Italia del maggio 2024 con Allegri in panchina, questi risultati non sono bastati a ripristinare la credibilità del club. La Juventus ha visto alternarsi ben sei assetti societari, con una serie di cambi di leadership e di strategie non sempre efficaci. La questione del processo plusvalenze e lo tsunami del Covid hanno ulteriormente complicato la situazione, portando all’allontanamento di Andrea Agnelli, che aveva saputo far funzionare la società sia in campo che fuori.
Un bilancio in perdita
Al 30 giugno 2026, la Juventus ha chiuso il nono bilancio consecutivo in perdita, con un deficit di -66 milioni di euro, portando il totale a -1,056 miliardi. Il club, che un tempo era un simbolo di successo e stabilità, oggi si trova a fronteggiare una situazione finanziaria complessa. La stragrande maggioranza dei 1,248 miliardi di euro investiti è sostenuta da Exor, che si è impegnata a coprire anche ciò che non verrà sottoscritto dagli altri azionisti.
La crisi non è solo finanziaria, ma anche gestionale e sportiva. Dopo il periodo di successi tra il 2014 e il 2017, la Juventus ha visto alternarsi ben sei assetti societari, con una serie di cambi di leadership e di strategie non sempre efficaci. La questione del processo plusvalenze e lo tsunami del Covid hanno ulteriormente complicato la situazione, portando all’allontanamento di Andrea Agnelli, che aveva saputo far funzionare la società sia in campo che fuori.
La mancanza di risultati sportivi ha portato a una crescente insoddisfazione tra i tifosi, che hanno visto promesse non mantenute. Nonostante i grandi investimenti, la Juventus non ha prodotto un progetto sportivo vincente o almeno competitivo. La società, pur continuando ad avere le spalle coperte, si trova a fronteggiare una situazione di crisi che sembra non avere fine. La Juventus, con il suo passato glorioso, rappresenta un caso di studio per il calcio italiano. La sua storia, tra lotte interne, investimenti sbagliati e risultati sportivi conseguenti, mostra come un club di grande prestigio possa trovarsi in una situazione di crisi non solo finanziaria, ma anche di credibilità. La strada per uscirne sembra essere lunga e difficile, ma la società continua a contare su un sostegno economico significativo da parte di Exor.
