Fatima Ezzahra El Mansouri, la prima donna premier del Marocco

Fatima Ezzahra El Mansouri, la prima donna premier del Marocco, dovrà affrontare sfide politiche e sociali dopo un’elezione con bassa affluenza e proteste giovanili.

Fatima Ezzahra El Mansouri è la prima donna a diventare premier del Marocco, un traguardo storico che segna un passo avanti per la politica del Paese. La leader del Partito dell’Autenticità e della Modernità (PAM) ha ricevuto l’incarico dal re Mohammed VI di formare un nuovo governo, dopo che il suo partito ha vinto le elezioni parlamentari del 23 settembre 2026. La nomina di El Mansouri rappresenta una svolta nella storia marocchina, in un contesto segnato da proteste giovanili, bassa affluenza alle urne e sfide economiche e sociali.

Un’elezione in bilico tra astensione e proteste

Le elezioni del 23 settembre 2026 hanno visto un’affluenza alle urne del 38,08%, un dato in calo rispetto al 50,86% del 2021 e al 42,27% del 2016. La bassa partecipazione elettorale riflette una distanza crescente tra la popolazione e la politica, specialmente tra i giovani. Solo il 4% degli elettori aveva un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, un dato che sottolinea la mancanza di coinvolgimento della Generazione Z, nota per le sue proteste e richieste di riforme in materia di occupazione, sanità e condizioni di vita.

La GenZ212 ha messo in discussione la capacità del governo di rispondere alle esigenze di una generazione che si sente trascurata. Il movimento giovanile ha portato migliaia di persone in piazza per chiedere risposte su temi sociali e economici, creando una tensione che la nuova premier dovrà gestire. La formazione del governo, che dovrà includere il PAM, il RNI e l’Istiqlal, rappresenta un’altra sfida, con la necessità di trovare un equilibrio tra le diverse posizioni politiche e le aspettative della società marocchina.

Un’eredità di sfide e opportunità

El Mansouri, nata nel 1976 a Marrakech, ha una carriera politica lunga e ricca di esperienze. Dopo essere entrata nel PAM nel 2008, ha ricoperto il ruolo di sindaca di Marrakech, diventando la prima donna a farlo nella città. Dal 2024 fa parte della leadership del PAM, e la sua nomina a premier è il frutto di anni di lavoro e di una strategia politica ben definita.

La riforma dell’imposta sul reddito rappresenta una delle prime sfide da affrontare. Il PAM propone di esentare gli stipendi fino a 15mila dirham al mese e di fissare al 20% l’aliquota massima, con un costo stimato in oltre 30 miliardi di dirham l’anno. La nuova premier dovrà trovare risorse per compensare il mancato gettito senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici. Al tempo stesso, il Marocco dovrà prepararsi all’organizzazione dei Mondiali del 2030, che saranno ospitati insieme a Spagna e Portogallo. Questo appuntamento richiederà ingenti investimenti e rappresenterà un’importante opportunità per il Paese. Tuttavia, la nuova premier dovrà anche gestire la crisi migratoria di Ceuta, un tema che ha riacceso le tensioni con il Sahara Occidentale e ha messo in discussione le prospettive dei giovani marocchini.