Francesco Totti: “Per tornare a giocare darei tutto. Solo per essere utile davvero”
Francesco Totti celebra i 50 anni e parla del desiderio di tornare a giocare. Intervista esclusiva.
Francesco Totti compie 50 anni e, in un’intervista esclusiva, rivela il suo desiderio di tornare a giocare. L’ex capitano della Roma, pur non essendo più in campo, ha espresso un forte desiderio di rientrare in squadra, ma solo se potesse contribuire concretamente. L’anniversario del suo compleanno, celebrato il 27 settembre 2026, è stato l’occasione per un confronto profondo con il passato, la Roma e il calcio che lo ha visto crescere e diventare un simbolo della città.
Un legame che non si spezza
La Roma, per Totti, non è solo un club, ma una parte della sua vita. Dopo quasi trent’anni trascorsi in giallorossi, il rapporto con la società rimane intatto, sebbene non sia più un calciatore. “Con Francesco, dopo trent’anni, siamo ancora molto legati”, ha detto un ex compagno di squadra, sottolineando il legame profondo che unisce il numero 10 alla squadra. Totti, però, ha chiarito che il suo desiderio di tornare a giocare non è un’utopia, ma una condizione: “Solo per essere utile davvero”.
La maglia numero 10 e il valore del sacrificio
Un tema ricorrente nel suo discorso è la maglia numero 10, un simbolo che Totti non intende consegnare a chiunque. “Non si dà una dieci nel momento in cui fai cinque-sei partite fatte bene. Bisogna organizzare un giocatore importante che rimanga a lungo alla Roma, non di passaggio”, ha spiegato. Questa frase riflette una visione del calcio che va oltre i numeri, e che si basa su un’idea di sacrificio e impegno. Totti, pur avendo lasciato la squadra, non ha mai smesso di pensare al ruolo che potrebbe ricoprire se tornasse.
Il suo desiderio di tornare a giocare non è solo un’emozione, ma un’aspettativa. “Cosa darei per tornare a giocare? Tutto”, ha detto, rivelando un sentimento che non si è mai spento. Totti, però, ha anche chiarito che non è interessato a un ruolo puramente simbolico. “I matrimoni si fanno sempre in due. Io ho lasciato un incarico da dirigente, tre anni di contratto, perché stare in società e non fare niente, mentalmente per come sono fatto io, sono inutile. Uno in più”, ha aggiunto, mostrando una volontà di agire concretamente.
La carriera di Totti è un’epopea che ha visto la Roma crescere e trasformarsi, ma il legame con la squadra è rimasto intatto. Anche dopo il ritiro, il rapporto con la Roma non si è mai interrotto. “La Roma è sempre stata la mia casa”, ha detto, ricordando il periodo in cui ha giocato con Luciano Spalletti, un allenatore che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua carriera. “Fu lui a reinventarmi tatticamente, ad accompagnarmi verso la Scarpa d’Oro e a starmi vicino nel periodo più difficile dopo l’infortunio alla caviglia prima del Mondiale”, ha ricordato, sottolineando il legame tra il tecnico e il giocatore.
Nonostante il distacco, Totti non ha mai smesso di sentire la Roma come parte di sé. “La Roma è sempre stata la mia casa”, ha detto, e questa frase riflette un sentimento che va oltre il calcio. La sua storia con la squadra è un esempio di un rapporto che non si conclude mai, ma si trasforma. Anche se non gioca più, Totti rimane un simbolo della città e del club, un pezzo della sua memoria collettiva.
