Ogni decisione è una scommessa sul futuro
La gestione aziendale si trasforma: ogni decisione è una scommessa. Hernan Saenz spiega come i CEO devono adattarsi al presente e costruire il futuro.
Ogni decisione è una scommessa sul futuro. Questo è il messaggio chiave che Hernan Saenz, global head of strategy & transformation di Bain & Company, trasmette in un articolo pubblicato il 26 settembre 2026. La consulenza strategica, una disciplina che una volta si basava su previsioni lineari e modelli stabili, oggi si confronta con un contesto in continuo mutamento. I CEO devono guidare il presente e costruire il futuro nello stesso momento, rendendo l’intelligenza artificiale un elemento essenziale del modello di business.
La strategia deve diventare un portfolio di investimenti
La tradizionale analisi di scenario, una pratica consolidata, oggi si rivela insufficiente. Non si tratta più di due o tre scenari possibili, ma di decine di variabili che si muovono contemporaneamente. Per questo motivo, Saenz propone un nuovo approccio: una strategia basata sulla previsione. Ogni decisione, in questo contesto, è una scommessa, ma deve essere supportata da ipotesi esplicite e valutate in base alla loro probabilità e al rischio associato. Il metodo prevede che i team di gestione esplicitino le loro previsioni sul futuro e le valutino in due criteri: quanto sono convinti della loro correttezza e quale sarebbe il costo se si sbagliassero. Se la convinzione è alta e il rischio limitato, si deve agire rapidamente. Se invece la convinzione è bassa, si deve raccogliere informazioni, sperimentare e costruire piani che permettano di modificare la direzione in modo flessibile.
Le imprese devono imparare a decidere anche con informazioni incomplete
Un errore comune che Saenz osserva nei CEO è l’attesa. Molti manager rimangono immobili, sperando che il contesto si chiarisca. Ma questa chiarezza non arriverà mai. Il mondo non tornerà a essere come era nel 2005, con una globalizzazione stabile e una geopolitica prevedibile. Le aziende devono imparare a decidere anche in presenza di informazioni incomplete. Questo richiede organizzazioni più flessibili. Non significa duplicare ogni investimento, ma costruire opzioni alternative che permettano di reagire rapidamente se il contesto cambia. La resilienza è diventata una componente essenziale del vantaggio competitivo. Per questo motivo, l’intelligenza artificiale non può essere trattata come un semplice progetto tecnologico, ma deve diventare parte integrante del modello di business. Le aziende che iniziano oggi accumuleranno esperienza che gli altri faranno fatica a recuperare. L’apprendimento continuo è cruciale, proprio come allenarsi al sollevamento pesi: non si diventa forti dall’oggi al domani. Si sperimenta, si commettono errori, si correggono e si riparte.
- Il primo consiglio per un CEO italiano è rendere molto più ambiziosa l’agenda dell’innovazione, pensando a come competere tra tre anni e non solo domani mattina.
- Il secondo è fare dell’AI una leva di trasformazione del business e non semplicemente di efficienza.
- Il terzo riguarda l’Europa: le imprese europee dovrebbero iniziare a considerare l’intero mercato europeo come il proprio mercato domestico.
Se sapremo sfruttare davvero questa dimensione, avremo un vantaggio competitivo enorme rispetto a quanto facciamo oggi. La gestione aziendale si trasforma, e ogni decisione è una scommessa sul futuro.
