Mile Svilar, il portiere senza nazionale: il paradosso che lo ha tenuto lontano dalle Nazionali
Mile Svilar, portiere della Roma, si trova senza nazionale dopo una scelta del 2021 che ha chiuso le porte del Belgio.
Mile Svilar, portiere della Roma, vive un paradosso che lo tiene lontano dalle Nazionali. Dopo una scelta del 2021, il giocatore si trova senza una squadra internazionale, nonostante abbia due passaporti, uno belga e uno serbo. Il portiere, che ha raggiunto un livello di prestazioni elevato con la squadra giallorossa, non ha più la possibilità di rappresentare né il Belgio né la Serbia. La situazione è tornata d’attualità in questi giorni, con Thibaut Courtois che ha deciso di non disputare l’intera Nations League con il Belgio, lasciando spazio alle gerarchie della porta.
Una scelta che ha chiuso le porte
La storia di Svilar inizia molti anni fa, quando cresce calcisticamente in Belgio e veste praticamente tutte le maglie delle selezioni giovanili belghe, dall’Under 15 in avanti. Nel 2021, però, ha fatto una scelta che ha condizionato il suo futuro internazionale. Dopo un consiglio del padre, ha accettato la convocazione della Serbia e ha debuttato con la Nazionale maggiore in un’amichevole contro il Qatar, disputata a Debrecen. Non è partito nemmeno titolare, ma è entrato soltanto per uno spezzone di gara.
Secondo quanto ricostruisce Il Messaggero, Svilar era convinto che il carattere amichevole della partita gli avrebbe comunque lasciato aperta la possibilità di tornare sui propri passi. Quando successivamente ha manifestato la volontà di giocare per il Belgio, però, è arrivato lo stop della FIFA. Il nodo è proprio nel suo percorso precedente: Svilar aveva disputato tutta la trafila delle Nazionali giovanili con il Belgio e poi aveva scelto di rappresentare la Serbia a livello maggiore. Una combinazione che, secondo i regolamenti applicati al suo caso, non gli ha più consentito un nuovo cambio di federazione.
Un paradosso che lo tiene lontano
Da quel momento nasce il paradosso. La Serbia non lo convoca più, il Belgio non può convocarlo. E così uno dei giocatori più importanti della Roma resta spettatore durante ogni sosta per le Nazionali. Una situazione tornata d’attualità proprio in questi giorni. Thibaut Courtois ha infatti deciso di non disputare l’intera Nations League con il Belgio, lasciando temporaneamente spazio nelle gerarchie della porta. In condizioni diverse, Svilar avrebbe potuto avere davanti un’occasione enorme per provare a conquistare il posto. Invece resterà ancora a Trigoria.
Ed è forse questo l’aspetto più amaro della vicenda. Perché il rendimento con la Roma, nel frattempo, ha continuato a crescere. Da quando Daniele De Rossi lo promosse definitivamente titolare, Svilar ha raccolto 48 clean sheet, pari al 38,4% delle partite disputate secondo i dati riportati dal quotidiano. Ma i numeri raccontano soltanto una parte della sua evoluzione. Svilar è diventato un riferimento della difesa per personalità, capacità nelle uscite e letture dell’uno contro uno, migliorando sensibilmente anche nel gioco con i piedi.
Tutte caratteristiche che lo hanno reso perfettamente compatibile anche con il calcio aggressivo di Gian Piero Gasperini. Per la Roma, almeno, il paradosso ha un piccolo vantaggio: durante le soste Svilar resta nella Capitale, può lavorare con lo staff e non deve affrontare viaggi o partite internazionali. Per il giocatore, però, resta una storia difficile da digerire. Due passaporti, due Nazionali possibili e oggi nessuna. Tutto per una scelta compiuta nel 2021, quando pensava che pochi minuti in un’amichevole non avrebbero chiuso definitivamente una porta. Quella porta, invece, è rimasta sbarrata. E il portiere della Roma continua ad aspettare che prima o poi qualcosa possa cambiare.
