Volandri: La Coppa Davis dà consapevolezza ai giocatori
Volandri parla della Coppa Davis e della sua importanza per i giocatori italiani.
Volandri, capitano azzurro della Coppa Davis, ha espresso la sua convinzione sul ruolo formativo e motivazionale della competizione. Dopo quattro anni consecutivi di vittoria, il leader del team italiano ha sottolineato come la Coppa abbia dato ai giocatori una consapevolezza unica, che si traduce in prestazioni sempre più elevate. Tra le sfide future, il sorteggio ha messo in palio un confronto con la Spagna o la Germania, ma Volandri ha espresso fiducia nel team, sottolineando l’importanza del fattore campo a Bologna.
La Coppa Davis come spunto di crescita
Volandri ha ricordato come la vittoria nella Davis abbia avuto un ruolo chiave nell’ascesa di Jannik Sinner, che ha visto un’esplosione di prestazioni dopo il trionfo contro Novak Djokovic a Malaga. «Gli ha dato una bella consapevolezza, così come nell’ascesa di Sinner aveva un ruolo importante quel match di Davis vinto contro Novak Djokovic a Malaga, con tre match-point annullati», ha spiegato. L’esperienza in squadra, secondo il capitano, permette ai giocatori di migliorare reciprocamente, portando a prestazioni sempre più solide.
Il fattore campo a Bologna, secondo Volandri, è un elemento chiave per la squadra. «Bologna ci permette sempre di dare qualcosa in più. Abbiamo visto la risposta dell’anno scorso, sebbene non ci fossero Sinner e Lorenzo Musetti: spettatori e richiamo erano degni di una finale dello Slam di Jannik», ha ricordato. L’atmosfera del palazzetto, insieme alla passione del pubblico, rappresenta un vantaggio non trascurabile per i giocatori.
Le scelte e il ruolo di Sinner
Volandri ha anche parlato delle scelte future, soprattutto riguardo a Jannik Sinner, che non ha giocato da due mesi ma si sta allenando da una settimana. «E’ vero che non gioca una partita da due mesi, ma si sta allenando da una settimana. La differenza, poi, la farà l’ultimo mese prima delle Final Eight, che sarà ricco di impegni, con il 1000 di Parigi e le ATP Finals a Torino», ha spiegato. La decisione su chi schierare sarà basata su criteri fisici, tecnici e mentali. Volandri ha anche sottolineato come la Coppa Davis sia un’occasione per scrivere una pagina di storia. «Essere i primi a vincerne quattro di fila dal 1972 significherebbe scrivere un’ulteriore pagina di storia. E’ un obiettivo che si rinnova: rimanere lassù è il desiderio», ha concluso il capitano, che guarda al futuro con fiducia e determinazione.
Il sorteggio ha visto la Corea al posto del Canada nei quarti, un risultato che ha lasciato un sorriso a Volandri. «Il Canada è un po’ come la Spagna di 12 mesi fa, la mina vagante dei quarti: partire con loro sarebbe stato complicato, inoltre abbiamo brutti ricordi delle ultime due sfide (sconfitte nella fase finale del 2022 e nel round robin del 2023, ndr)», ha detto. Nonostante le sfide passate, il capitano ha espresso fiducia nel team, sottolineando che «dipende da noi: vogliamo mettere in campo la nostra forza e la nostra storia».
Volandri ha anche ricordato come la Davis sia all’origine dell’esplosione di Cobolli. «La Davis è stata all’origine dell’esplosione di Cobolli: quanto è stato determinante quel trionfo per il 2026 da protagonista del romano?», ha chiesto. «Gli ha dato una bella consapevolezza, così come nell’ascesa di Sinner aveva un ruolo importante quel match di Davis vinto contro Novak Djokovic a Malaga, con tre match-point annullati. Partite del genere ti danno una consapevolezza differente, poi abbiamo visto come la Davis porti sempre qualcosa di buono: i ragazzi ne escono arricchiti e performano sempre meglio, perché in gruppo acquisiscono qualcosa l’uno dall’altro».
