La pirateria vegetale minaccia il pomodoro, il “oro verde” del mercato

La pirateria vegetale minaccia il pomodoro, il “oro verde” del mercato. Scontri tra autorità e criminalità per proteggere le colture.

Il pomodoro, definito “oro verde” per la sua redditività, sta diventando una vittima della pirateria vegetale. In Italia, in particolare in Sicilia e Puglia, il mercato illegale delle sementi contraffatte ha raggiunto livelli preoccupanti, con operazioni di polizia che hanno sequestrato migliaia di semi non tracciabili. La contraffazione di sementi e agrofarmaci sottrae all’agricoltura legale oltre 6 miliardi di dollari all’anno, mettendo a rischio non solo i redditi dei contadini, ma anche la sicurezza alimentare e la biodiversità.

Le tecnologie per combattere la contraffazione

Per contrastare questa emergenza, l’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) ha lanciato il progetto CUSTOMICS, un’iniziativa europea finanziata con quasi 3 milioni di euro. L’obiettivo è integrare genomica, intelligenza artificiale e cybersecurity per controllare i lotti di semi alle frontiere. L’idea è di trasformare i controlli doganali da semplice verifica documentale a un screening biologico e digitale in tempo reale.

Analisi genetica e algoritmi per riconoscere i falsi

Le autorità doganali potranno utilizzare lettori molecolari portatili per analizzare il DNA dei semi in poche ore, confrontandolo con i database ufficiali. Questo permette di identificare se un lotto corrisponde alla varietà dichiarata o se è una clonazione abusiva. Inoltre, gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano i dati commerciali, come prezzo, origine e rotte di spedizione, per rilevare anomalie. Se un lotto di semi viene venduto a un prezzo insolitamente basso o proviene da un intermediario non certificato, l’algoritmo segnala all’ispettore un’azione immediata.

Un passo ulteriore è rappresentato dal sequenziamento di nuova generazione (NGS), che permette di analizzare non solo il genoma del seme, ma anche la presenza di virus, batteri e patogeni nascosti sulla superficie. Queste tecnologie, spiega Gabriele Oliva, docente di Ingegneria dei Sistemi Intelligenti all’UCBM, “servono a decidere in fretta quale lotto vale la pena controllare, imparando dai casi di frode già accertati e incrociando i dati genomici e commerciali”.

Un mercato parallelo alimentato da frodi

Le recenti operazioni di polizia hanno evidenziato l’esistenza di un vero e proprio mercato parallelo, alimentato da falsificazioni di marchio, traffico di sementi non tracciate e pirateria vegetale. Nel 2024, l’operazione “Via dei Semi” ha portato al sequestro di 263 tonnellate di sementi da orto non tracciabili, confezionate con falsi marchi di garanzia. L’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero dell’Agricoltura ha registrato quasi 500 sequestri nell’ultimo anno, per un valore complessivo che supera i 47,8 milioni di euro. La pirateria vegetale non solo danneggia l’economia, ma anche la ricerca. Sviluppare una nuova varietà vegetale richiede anni di lavoro e investimenti elevati, che vengono azzerati quando i semi vengono falsificati. Inoltre, le sementi non tracciate possono veicolare virus e batteri distruttivi per le colture, mettendo a rischio la produzione agricola e la salute dei consumatori.