L’ecosistema foodtech svedese: tra innovazione e sfide economiche

L’ecosistema foodtech svedese si evolve, ma affronta sfide economiche e regolamentari.

La Svezia sta cercando di consolidare il suo ruolo come hub di innovazione nel settore foodtech, pur affrontando sfide economiche e regolamentari. L’ecosistema, che include startup, aziende agricole e investitori, si distingue per la sua capacità di sviluppare tecnologie sostenibili, ma anche per la difficoltà nel trasformare idee in business redditizi. Daniel Skavén Ruben, esperto di agrifoodtech e membro di Business Sweden, ha sottolineato come la Svezia abbia le basi per diventare un leader globale nel settore, ma manchi ancora di alcuni elementi chiave per raggiungere il potenziale pieno.

Un ecosistema in evoluzione

La Svezia si distingue per la sua forte base di ricerca e innovazione, con istituzioni come l’Università agricola SLU e il Karolinska Institutet che contribuiscono a un ambiente favorevole per lo sviluppo di nuove tecnologie. Inoltre, il paese ha un clima di startup dinamico e un accesso a capitali, nonostante gli investimenti nel settore foodtech e agrifoodtech siano in calo a livello globale. Skavén Ruben ha sottolineato che, nonostante le sfide, la Svezia ha un potenziale significativo per diventare un hub di innovazione nel settore alimentare.

La Svezia ha un potenziale significativo per diventare un hub di innovazione nel settore alimentare. La combinazione di università di alto livello, ricerca applicata e un ambiente imprenditoriale favorevole crea le condizioni per lo sviluppo di tecnologie sostenibili. Tuttavia, il trasferimento di innovazione da laboratorio a mercato rimane un ostacolo. Skavén Ruben ha sottolineato che, purtroppo, molte startup non riescono a dimostrare un problema concreto che i consumatori sono disposti a pagare.

Le sfide del settore

Nonostante le opportunità, il settore foodtech si trova a fronteggiare diverse sfide. I tempi di sviluppo sono spesso lunghi, con la necessità di affrontare le complessità della natura, delle normative e della accettazione del consumatore. Oatly, ad esempio, ha impiegato decenni per sviluppare il suo prodotto più famoso, il Barista Edition, prima di raggiungere il successo. Skavén Ruben ha anche menzionato come la regolamentazione, in particolare in Europa, possa rendere difficile l’adozione di tecnologie come i cibi geneticamente modificati, nonostante i dati scientifici siano favorevoli.

Altri esempi, come Ÿnsect, hanno dimostrato come la complessità economica e tecnologica possa portare a fallimenti. La società francese ha raccolto circa 600 milioni di euro in 14 anni per sviluppare proteine e fertilizzanti a base di insetti, ma ha incontrato difficoltà nell’industrializzazione della sua tecnologia. Dopo diversi riorganizzamenti, la società è entrata in liquidazione nel dicembre 2025. Questi casi mettono in luce come la trasformazione di tecnologie promettenti in business sostenibili richieda tempo, investimenti e una strategia ben definita.

La trasformazione di tecnologie promettenti in business sostenibili richiede tempo, investimenti e una strategia ben definita. Skavén Ruben ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, la Svezia continua a mostrare un forte interesse per l’innovazione nel settore alimentare. Ampi progetti come BlueRedGold, OlsAro e RM Labs stanno sperimentando nuove tecnologie per produrre alimenti sostenibili e adatti alle esigenze future. BlueRedGold, ad esempio, sta sviluppando un sistema di coltivazione indoor per produrre saffron in modo più efficiente, mentre OlsAro sta lavorando a cereali resistenti al calore e alla salinità. RM Labs, invece, sta esplorando l’uso di materiali forestali per creare ingredienti alimentari sostenibili. Questi progetti rappresentano un’importante opportunità per il futuro del foodtech svedese.