La Serie A si incarna in difesa: errori, equilibrio e il dilemma tra risultati e gioco
La Serie A si incarna in difesa: errori, equilibrio e il dilemma tra risultati e gioco

La Serie A 2026 si presenta come un campionato in cui la difesa sembra essere il punto debole più evidente, con errori dietro e mancanza di equilibrio che hanno messo in discussione la qualità del gioco. Dalla Juventus, che si è suicidata in campo contro il Sassuolo, al Venezia di Giovanni Stroppa, passando per la Lazio e il Monza, le squadre hanno mostrato una serie di difetti che hanno portato a sconfitte e critiche. L’attenzione si è concentrata su una questione che sembra diventare sempre più centrale: il rapporto tra risultati e gioco, tra allenatori che si fermano a metà strada e giocatori che non seguono le direttive con la giusta attenzione.
La difesa, il punto debole del calcio italiano
La Juventus, pur con un’esperienza e un talento di livello internazionale, ha dimostrato una mancanza di equilibrio che ha portato a una sconfitta pesante contro il Sassuolo. L’errore al 94’ dell’ex giocatore Adzic ha condannato la squadra, ma non è stato l’unico episodio di questo tipo. Il calcio italiano, in generale, sembra essere in crisi di equilibrio, con squadre che si espongono troppo alle ripartenze e non proteggono abbastanza la difesa. Questo fenomeno si osserva anche nel Venezia, dove il calcio di Stroppa, ispirato a una filosofia zemaniana, ha portato a una serie di errori che hanno messo in discussione la sua capacità di mantenere un equilibrio tra attacco e difesa.
La difesa non è mai stata il forte di Spalletti, ma la sua squadra ha spalancato le porte agli avversari.
Il Monza di Ivan Juric ha visto la doppietta del “leccese” Lassana Coulibaly e il gol di Tiago Gabriel consegnare i tre punti alla banda di Eusebio Di Francesco, un altro esempio di calcio zemaniano. Il Frosinone, guidato da Massimiliano Alvini, ha cercato di costruire un calcio equilibrato, ma la mancanza di costanza ha portato a una retrocessione. Questi episodi non sono isolati, ma rappresentano un problema più ampio del calcio italiano, dove la difesa non è sempre protetta con la giusta attenzione.
Un confronto interno al calcio
Il calcio italiano sembra essere vittima di un equivoco che non si osserva in altri sport di squadra. Nel basket, ad esempio, non si attribuisce peso diverso alle due fasi: attacco e difesa sono considerate pari. Lo stesso vale per il pallavolo, dove la coerenza tra le fasi è una caratteristica fondamentale. Il calcio, invece, sembra essere diviso tra chi cerca i risultati e chi si concentra sul gioco, senza trovare un equilibrio che permetta a entrambi di convivere.
Il dibattito tra “giochisti” e “risultatisti” non è più un dibattito teorico, ma un problema concreto.
Questo equivoco ha portato a una serie di critiche e a una mancanza di coerenza tra allenatori e giocatori. Il calcio italiano, con la sua storia e le sue tradizioni, ha sviluppato una mentalità che privilegia i risultati, ma non sempre il gioco. Questo ha portato a una serie di errori difensivi e a una mancanza di equilibrio che ha messo in discussione la qualità del campionato. Il dibattito tra “giochisti” e “risultatisti” non è più un dibattito teorico, ma un problema concreto che riguarda le squadre e gli allenatori.
