Cassazione decide ultima chance per Olindo Romano e Rosa Bazzi

Cassazione decide ultima chance per Olindo Romano e Rosa Bazzi dopo 18 anni dalla strage di Erba

Cassazione decide ultima chance per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Cassazione decide ultima chance per Olindo Romano e Rosa Bazzi

La Cassazione si appresta a decidere se concedere l’ultima possibilità di revisione del processo a Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006. Dopo più di 18 anni, i coniugi, accusati di aver ucciso Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna materna Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini, attendono una decisione che potrebbe cambiare il loro destino. La difesa ha presentato nuove prove e testimonianze, cercando di smontare i tre pilastri della condanna: la testimonianza del sopravvissuto Mario Frigerio, la traccia di sangue sul battitacco dell’auto di Olindo e le confessioni dei coniugi. La Corte d’Appello di Brescia aveva ritenuto inammissibile la richiesta di revisione, ma la difesa ha insistito, sostenendo che le nuove acquisizioni scientifiche e cliniche potrebbero influire sul verdetto.

Le prove nuove e la difesa in campo

La difesa ha sottolineato che le nuove prove, tra cui acquisizioni scientifiche e dati clinici, sono state presentate come “plurime” e “dirompenti”, in grado di mettere in dubbio la credibilità del testimone oculare. Tuttavia, il procuratore generale della Cassazione, Giulio Monferini, ha espresso un parere contrario, affermando che le prove non sono nuove né significative, e non smontano i pilastri della condanna. Secondo il magistrato, le nuove prove sono “mere congetture” e “prospettazioni astratte”, non in grado di scardinare la struttura motivazionale delle sentenze. La difesa, però, ha insistito, sostenendo che i fatti “diversi” presentati potrebbero influire sulla decisione dei giudici.

La solidità dell’impianto probatorio

Per i giudici della Corte d’Appello di Brescia, la solidità dell’impianto probatorio non è stata messa in discussione. La testimonianza di Mario Frigerio, sopravvissuto all’aggressione, è stata considerata “lucida e precisa”, con una descrizione coerente dell’evento. Inoltre, le confessioni dei coniugi, rese in presenza del difensore e del pubblico ministero, sono state ritenute genuine e non contestate per mesi. La difesa ha cercato di mettere in dubbio la credibilità di Frigerio, ma i giudici hanno ritenuto che le discrasie su alcuni dettagli non inficiano la genuinità delle confessioni. La difesa, però, ha sottolineato che le nuove prove potrebbero aprire nuove possibilità di valutazione.

La Cassazione, con la sua decisione, dovrà valutare se le nuove prove siano sufficienti a modificare il verdetto. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Schembri, ha espresso fiducia nella giurisprudenza costante della Suprema Corte, che ha stigmatizzato in passato violazioni di legge e vizi di motivazione. La famiglia delle vittime, invece, ha espresso preoccupazione per il rischio di un nuovo processo, temendo che il caso possa essere oggetto di speculazioni mediatiche. La Cassazione, con la sua decisione, dovrà trovare un equilibrio tra il diritto alla difesa e la certezza del verdetto.

La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha segnato un momento drammatico nella storia della giustizia italiana. La difesa dei coniugi, dopo anni di attesa, ha cercato di aprire una nuova fase del processo, sperando in un esito diverso. La Cassazione, con la sua decisione, dovrà valutare se le nuove prove siano sufficienti a modificare il verdetto. La famiglia delle vittime, invece, attende con preoccupazione, temendo che il caso possa essere oggetto di speculazioni e dibattiti senza fine.