Mattarella a Colleferro: «L’odio moltiplica l’odio» nel quinto anniversario di Willy Monteiro Duarte

Mattarella a Colleferro: «L’odio moltiplica l’odio» nel quinto anniversario di Willy Monteiro Duarte

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato Colleferro nel quinto anniversario della morte di Willy Monteiro Duarte, ricordando l’importanza del dialogo e del rispetto delle opinioni. «Perché non vogliamo essere indifferenti a tanto orrore», ha detto, sottolineando come la violenza si sconfigge con il dialogo e non con parole di odio. Il presidente ha invitato a guardare alla violenza del nostro tempo per contrastarla, sottolineando che «la violenza non è forza, ma debolezza». Non ha fatto riferimenti diretti all’uccisione di Charlie Kirk negli Stati Uniti, ma ha parlato di un clima di avversione e rancore che può portare all’omicidio.

La violenza e i social media

Il presidente ha riconosciuto il ruolo dei social media nel diffondere parole di odio e narrazioni che generano paura e risentimento. «Vengono amplificate parole di odio», ha detto, sottolineando come queste piattaforme possano creare divisioni e conflitti. Mattarella ha richiamato il concetto del diverso da sé che diventa «il nemico da combattere, da annientare», un tema che riecheggia le riflessioni di Hannah Arendt sulla banalità del male. L’omicidio dell’attivista Maga e lo scontro tra maggioranza e opposizione hanno reso il contesto ancora più drammatico.

La violenza non è forza, ma debolezza. Il presidente ha sottolineato che chi usa la violenza per affermarsi, spesso approda al fallimento. «L’odio porta molto odio e la violenza molta violenza», ha ricordato citando le parole di Martin Luther King. La sua visita a Colleferro, dove Willy Monteiro Duarte è ricordato con un monumento, è stata un momento di riflessione e di speranza per un futuro più sereno.

Un messaggio di unità

Non attribuendo responsabilità né schierandosi, Mattarella ha voluto unire e non dividere. «Dobbiamo guardare alla violenza del nostro tempo per contrastarla, per sconfiggerla», ha detto, ricordando che «la violenza non è forza, ma debolezza». Il presidente ha anche citato le parole di Martin Luther King: «l’odio porta molto odio e la violenza molta violenza». La sua visita a Colleferro, dove Willy Monteiro Duarte è ricordato con un monumento, è stata un momento di riflessione e di speranza per un futuro più sereno.

La memoria di Willy vive nel dialogo. Il sindaco Pierluigi Sanna ha sottolineato come Colleferro «è rinata con uno scatto di orgoglio» dopo cinque anni di dolore e lutto. Gli oltre tremila studenti tornano in classe e in piazza, dove Willy «ha lasciato il suo cuore». La mamma, Lucia, ha ricordato che «mio figlio non è un eroe, era un ragazzo semplice». La sua frase, «Dobbiamo imparare a vivere senza odio, perché la vendetta porta solo altro dolore», è rimasta impressa nel cuore della comunità.

Marco Bianchi, responsabile dell’uccisione di Willy, sta scontando l’ergastolo, mentre il fratello Gabriele è stato condannato a 28 anni di reclusione. Altri due componenti della gang sono stati condannati con sentenza definitiva. La memoria di Willy Monteiro Duarte vive ancora, non solo nel ricordo, ma anche nel messaggio di pace e dialogo che il presidente Mattarella ha voluto trasmettere a tutta l’Italia.