Bristol Cars Rilancia con Cinque Fighter V10 Ribalta

Bristol Cars torna con cinque Fighter V10 restaurati da chassis inutilizzati. Nuovo progetto per il marchio britannico.

Bristol Cars mostra un Fighter V10 restaurato, con porte a volo e motore V10, in un evento di celebrazione del 80° anniversario
Bristol Cars mostra un Fighter V10 restaurato, con porte a volo e motore V10, in un evento di celebrazione del 80° anniversario

Bristol Cars, il marchio britannico di lusso con una storia di oltre 80 anni, sembra essere tornato in vita dopo anni di silenzio. Il progetto, che vede la realizzazione di cinque nuovi Fighter V10, nasce da un’idea diversa rispetto ai tentativi precedenti di rilancio. I quattro chassis inutilizzati del modello, originariamente prodotti negli anni 2000, sono stati ripresi e completati per essere offerti ai clienti. Questo nuovo approccio rappresenta un primo passo verso un più ampio ritorno alla produzione automobilistica in Gran Bretagna, dopo la chiusura del marchio nel 2011.

Un progetto interrotto ripreso in mano

Il Fighter, l’ultimo modello prodotto da Bristol prima della bancarotta, era un’incarnazione unica del mix tra sportività britannica e potenza americana. Dotato di un motore V10 derivato dal Dodge Viper, il modello era caratterizzato da porte a volo e una carrozzeria aerodinamica. La produzione era limitata, con solo circa 15 esemplari mai realizzati. Ora, grazie a un’operazione di completamento, quattro chassis inutilizzati sono stati trasformati in vetture nuove, con potenze di 525 o 600 cavalli. La prima unità, in versione nera con interni marroni, è stata presentata al Salon Privé, evento che ha celebrato il 80° anniversario del marchio. La scelta di riprendere il Fighter, invece di sviluppare un modello completamente nuovo, riflette una strategia diversa rispetto al passato. Infatti, il tentativo precedente di rilancio, con il Bristol Bullet, non ha portato a una produzione di serie. Ora, con l’approccio attuale, il focus è su un’esperienza più autentica e legata alla storia.

Un legame con il passato

Il progetto è guidato da Paul King, proprietario di Bristol Cars, e supervisionato da Richard Hackett, presidente del consiglio. Hackett, che ha lavorato con Tony Crook, ex direttore del marchio, ha un ruolo chiave nel mantenere l’eredità tecnica e designistica del brand. La scelta di riprendere il Fighter, invece di sviluppare un modello completamente nuovo, riflette una strategia diversa rispetto al passato. Infatti, il tentativo precedente di rilancio, con il Bristol Bullet, non ha portato a una produzione di serie. Ora, con l’approccio attuale, il focus è su un’esperienza più autentica e legata alla storia.

La produzione dei quattro Fighter rimanenti avverrà in Gran Bretagna, con un partner specializzato nella produzione a bassa scala. Le vetture saranno disponibili in versione a destra o a sinistra, e potranno essere esportate in mercati chiave come gli Stati Uniti, dove potranno beneficiare di esenzioni fiscali per veicoli storici o tecnologicamente significativi. La velocità massima dichiarata del nuovo Fighter è di 210 miglia orarie, un dato che sottolinea l’eredità sportiva del modello.

Sebbene il progetto rappresenti un successo per il momento, il futuro di Bristol Cars resta aperto. La realizzazione dei quattro Fighter è solo la prima fase di un più ampio piano di rilancio. Il marchio, con una storia di cambi di proprietà, crisi finanziarie e tentativi di rilancio, deve affrontare molte domande. Tuttavia, per il momento, il ritorno alla produzione sembra essere un passo importante. Il Fighter, con la sua combinazione di design e potenza, rappresenta un simbolo del passato e un’opportunità per il futuro del brand britannico.