Strage di Erba, ricorso respinto: ergastolo confermato per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Ricorso in Cassazione respinto, ergastolo confermato per i coniugi responsabili della strage di Erba.
La Corte di Cassazione ha definitivamente respinto il ricorso presentato dai legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, confermando l’ergastolo come pena definitiva per i due coniugi responsabili della strage di Erba del 2006. L’udienza, tenutasi in data odierna, ha chiuso definitivamente la vicenda giudiziaria, con la Suprema Corte che ha ritenuto inammissibile la richiesta di revisione del processo. I due imputati, già condannati in via definitiva, restano quindi i principali responsabili del massacro in cui furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio di due anni Youssef Marzouk, la madre della donna Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. L’unico sopravvissuto, Mario Frigerio, marito di Cherubini, fu testimone chiave nei processi.
Ultima battaglia legale respinta
Le istanze di revisione avanzate dai difensori, comprese quelle del sostituto procuratore generale Cuno Tarfusser, del tutore legale della coppia e del collegio difensivo composto da Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Patrizia Morello e Luisa Bordeaux, sono state tutte respinte. Le richieste includevano l’ascolto di nuovi testimoni, la rivalutazione delle prove già esaminate e l’analisi di piste alternative, tra cui la criminalità organizzata. Tuttavia, nessuna delle istanze ha superato il vaglio preliminare. La Cassazione ha rilevato che i motivi addotti dai difensori sono “mere e astratte congetture”, non sufficienti a modificare la sentenza della Corte d’Appello di Brescia del luglio 2024.
Testimonianza e confessioni in discussione
Le argomentazioni principali dei legali si concentravano sulla presunta inattendibilità della testimonianza di Mario Frigerio e sulla richiesta di riesaminare le confessioni iniziali dei coniugi, successivamente ritrattate. La Corte d’Appello di Brescia aveva già ritenuto infondate queste contestazioni, considerando pienamente attendibile la testimonianza di Frigerio nonostante le obiezioni circa la sua lucidità al momento dei fatti, compromessa dall’inalazione di fumo. Le confessioni iniziali sono state ritenute coerenti nonostante il successivo dietrofront. I giudici bresciani hanno inoltre respinto le ipotesi di condizionamenti da parte degli inquirenti.
La difesa aveva sottolineato l’importanza di prove nuove, tra cui la macchia di sangue riconducibile a Valeria Cherubini rinvenuta sull’auto di Olindo Romano. Tuttavia, la Cassazione ha ritenuto che tali prove non siano sufficienti a modificare la sentenza. L’unico spiraglio rimasto per la difesa è un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Intanto, l’avvocato Fabio Schembri ha espresso la speranza che il ricorso possa essere accolto, anche se i coniugi hanno già avuto “parecchie delusioni”.
La sentenza definitiva conferma l’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, con la Corte di Cassazione che ha ribadito la validità delle precedenti decisioni. La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, rimane un caso drammatico e sentito, con conseguenze profonde per le famiglie coinvolte. La verità, come ha sottolineato il penalista, resta in piedi, anche se i legali continuano a sperare in un esito diverso.
