Ex assessore di Voghera condannato a dodici anni per omicidio volontario

Ex assessore di Voghera condannato per omicidio volontario, il giudice rileva sproporzione nella difesa.

Ex assessore di Voghera condannato per omicidio volontario, il giudice rileva sproporzione nella difesa
Ex assessore di Voghera condannato per omicidio volontario, il giudice rileva sproporzione nella difesa

Voghera, 1 settembre 2026 – L’ex assessore comunale alla Sicurezza di Voghera, Massimo Adriatici, è stato condannato in primo grado a dodici anni di reclusione per omicidio volontario dopo l’uccisione di Youns El Boussettaoui, morto il 20 luglio 2021 a seguito di un alterco sfociato in aggressione fisica. Il giudice ha rilevato che l’imputato aveva sparato al suo aggressore, che era disarmato, e che la difesa non poteva considerarsi legittima. L’episodio si è verificato in piazza, durante una passeggiata serale che l’ex assessore faceva abitualmente in centro.

La difesa e le contestazioni

La difesa di Adriatici, affidata agli avvocati Luca Gastini e Guido Alleva, ha sottolineato che attribuire a una persona appena colpita al viso e con un’aggressione in corso la capacità di prendere una decisione lucida in un secondo è un non-senso. Gli avvocati hanno anche sottolineato che le immagini e le didascalie del video confermano che l’aggressore aveva raccogliere qualcosa da terra solo dopo che Adriatici era a terra. Il giudice ha ritenuto che l’imputato fosse consapevole del fatto che l’aggressore fosse disarmato e non rappresentasse un pericolo di vita.

La sentenza e le motivazioni

Il Gup di Pavia, Luigi Riganti, ha spiegato in novanta pagine il motivo per cui l’imputato è stato condannato a dodici anni di reclusione. Secondo il giudice, la condotta di Adriatici non rientrava nella legittima difesa, ma era un atto volontario. L’aggressore, Youns El Boussettaoui, era stato colpito a mani nude e aveva aggresso l’ex assessore, che era caduto a terra. A quel punto, Adriatici ha sparato a distanza ravvicinata con una pistola calibro 22, legalmente detenuta ma portata senza sicura e con il colpo in canna, contravvenendo alle linee guida. Il giudice ha anche sottolineato che la passeggiata non costituiva una ronda armata.

Il giudice ha inoltre rilevato che il gesto di Adriatici potrebbe essere riconducibile a un movimento del corpo, e che nelle vicinanze c’era una confezione di carta su cui l’ex assessore aveva messo il piede. La sentenza ha ribadito che non esistono persone di serie A o B, e che la vita va tutelata sempre e comunque. Le parti civili, rappresentate dai legali Marco Romagnoli e Deborah Piazza, hanno espresso soddisfazione per la sentenza, che conferma l’omicidio volontario. La famiglia di Youns El Boussettaoui ha rifiutato un risarcimento di 220mila euro offerto dall’ex assessore Adriatici, dichiarando di voler giustizia. L’interrogatorio di convalida, tenutosi il 23 luglio 2021 davanti al Gip, ha rivelato che Adriatici non aveva memoria del gesto dell’aggressore, che sembrava raccogliere qualcosa da terra, come mostrato dalle telecamere.

La sentenza ha anche sottolineato l’importanza di non discriminare tra persone, e di riconoscere il valore della vita in ogni contesto. L’episodio rappresenta un caso significativo per il dibattito sulla legittima difesa e sulle responsabilità in situazioni di aggressione. L’imputato ha annunciato il ricorso in Appello, ma la sentenza ha già aperto un dibattito su come si possa giudicare un atto di violenza in contesti complessi.