Cassazione: “Chiara volontà di occultare responsabilità dei carabinieri nel caso Cucchi”

Cassazione ha respinto ricorsi carabinieri nel caso Cucchi, rilevando volontà di occultare responsabilità.

La Suprema Corte ha reso pubbliche le motivazioni di novanta pagine relative al processo per i “depistaggi” seguiti alla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nell’ottobre 2009. I giudici della quinta sezione penale hanno rigettato i ricorsi dei carabinieri, tra cui il generale Alessandro Casarsa, il colonnello Lorenzo Sabatino e altri imputati, rilevando una “chiara volontà di nascondere responsabilità” da parte degli agenti. La sentenza, resa il 20 giugno 2026, ha confermato l’assoluzione di Sabatino, che aveva visto confermata una condanna di un anno e tre mesi in appello.

Analisi delle annotazioni di servizio

I giudici hanno analizzato le annotazioni di servizio, rilevando una “chiara volontà” da parte degli imputati di impedire che le condizioni fisiche precarie di Cucchi, riscontrate dai piantoni, potessero essere ricondotte a responsabilità degli agenti. Le annotazioni, realizzate con caratteristiche redazionali sostanzialmente identiche, sono state considerate indicative di un intento di occultare le modifiche apportate, in particolare i passaggi ritenuti compromettenti.

La Cassazione ha sottolineato che l’obiettivo di nascondere le responsabilità era chiaro e puntualmente ricostruito. Inoltre, i giudici hanno rilevato che la stessa circostanza delle annotazioni identiche è stata valutata come indicativa di un obiettivo di occultare le modifiche, con una valutazione tutt’altro che illogica.

Assoluzione del colonnello Sabatino

La Cassazione ha inoltre assolto il colonnello Lorenzo Sabatino, che aveva visto confermata una condanna in appello. I giudici hanno affermato che “risulta palesemente mancante l’indicazione di un qualunque elemento fattuale che, al di là di non consentite ricostruzioni congetturali, possa far ritenere che Sabatino abbia agito con il dolo richiesto”. Questo ha portato all’assoluzione del colonnello, che aveva svolto il suo servizio presso il Gruppo Roma.

La sentenza ha anche sottolineato che le annotazioni di servizio non hanno fornito elementi sufficienti a dimostrare un dolo da parte di Sabatino. I giudici hanno ritenuto che non esistesse alcun elemento fattuale che potesse supportare l’accusa di dolo.

Commento della sorella di Stefano Cucchi

La sorella di Stefano Cucchi, Ilaria Cucchi, senatrice AVS, ha espresso il suo commento sui social, dicendo: “La Cassazione ha scritto la parola fine sull’uccisione di Stefano Cucchi e sull’annientamento morale e fisico della mia famiglia che ne è conseguito”. Ha dedicato le sue lacrime ai generali Alessandro Casarsa e Vittorio Tomasone, accusati di aver contribuito a nascondere le responsabilità.

Casarsa, che era il comandante dei Corazzieri del Quirinale, ha scritto la causa di morte di Stefano ancor prima dell’autopsia, con parole esatte che sono state poi riportate dai medici legali. Tomasone, invece, ha aggiunto false informazioni sui testi di Stefano, condannando la famiglia a vita di infamie.

Ilaria Cucchi ha anche ricordato che la famiglia ha passato 16 anni a subire udienze e che i media hanno contribuito a diffondere false informazioni. La sorella ha concluso con un messaggio di saluto per i genitori e per Stefano.