Omar Favaro torna in aula per maltrattamenti all’ex moglie, le avrebbe detto: «Ti sfregio con l’acido»
Omar Favaro torna in aula per maltrattamenti all’ex moglie, le avrebbe detto: «Ti sfregio con l’acido»
Omar Favaro torna in aula per nuove accuse di maltrattamenti all’ex moglie, dopo che la donna ha raccontato di essersi sentita rivolgere frasi come «Ti sfregio con l’acido» e «Ti riduco in sedia a rotelle». L’uomo, noto per il suo passato come minorenne protagonista del massacro di Novi Ligure, si trova nuovamente in tribunale, questa volta per difendersi da accuse di violenza sessuale e maltrattamenti. Il processo inizia il 22 gennaio 2025, a Ivrea, dove la donna si è costituita parte civile. Le accuse, se confermate, potrebbero portare a nuove condanne, ma Omar ha sempre respinto le accuse, sostenendo di non aver mai agito con violenza.
Un passato atroce e una vita in cerca di redenzione
Omar Favaro, ventidue anni dopo i delitti di Novi Ligure, si trova nuovamente in mezzo a un processo che potrebbe segnare un ulteriore passo nella sua vita. Il 21 febbraio 2001, all’età di 17 anni, fu coautore di un omicidio atroce: con 97 coltellate, insieme a Erika De Nardo, uccisero la madre e il fratellino di lei, Susi Cassini e Gianluca De Nardo, nella villetta di famiglia a Novi Ligure. L’aggressione fu inscenata come un attacco di una banda albanese, ma la verità emerse presto. Entrambi furono condannati dal tribunale dei minori: 16 anni a Erika e 14 a Omar. Il padre di Erika, l’ingegner Francesco De Nardo, che a quanto raccontò Omar sarebbe stato destinato a diventare la terza vittima, non abbandonò mai la figlia, sostenendola e restando in silenzio per tutti gli anni a seguire.
Omar è libero dal 2010, ma il suo passato sembra continuare a influenzare la sua vita. Le nuove accuse, che lo vedono incolpato di maltrattamenti e violenza sessuale, vengono presentate in un contesto in cui la sua storia è già segnata da un’atrocità. La donna ha raccontato ai magistrati di aver sentito frasi come «Ti sfregio con l’acido» e «Ti riduco in sedia a rotelle», parole che, se confermate, potrebbero rafforzare le accuse. Le accuse, se confermate, potrebbero portare a nuove condanne. Omar ha sempre respinto le accuse, ma la sua storia sembra pesare su ogni aspetto della sua vita.
Un processo che pesa sul passato
La Procura ha chiesto il divieto di avvicinamento alla ex e alla figlia, ma i giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta, sottolineando una «pena naturale» che persiste nel tempo. La pena naturale si manifesta sotto svariate forme. Rispetto alla moglie, che considera Favaro irrimediabilmente perduto, manifestando un forte interesse nell’escludere l’uomo dalla vita della figlia evitando così problematici confronti con il mondo esterno. Sono in corso al momento trattative tra le parti che potrebbero portare a riti alternativi. Si torna in aula il 18 marzo.
La vicenda, che mescola passato e presente, continua a suscitare interesse e dibattito, con il rischio di un ulteriore confronto tra il passato e il presente. Il caso di Omar Favaro rimane un esempio di come un passato atroce possa influenzare la vita di una persona, anche dopo anni di libertà. La sua storia, segnata da un omicidio e da accuse nuove, rappresenta un’altra pagina di un percorso che non sembra voler finire.
