West Nile in Veneto: circolazione virale al 4% con rischio maggiore per anziani
Sorveglianza integrata in Veneto rileva circolazione del virus West Nile al 4%, con rischio maggiore per anziani e persone con patologie croniche.

Il virus West Nile si sta diffondendo in Veneto con una circolazione virale al 4%, come rilevato da una sorveglianza integrata condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). Il tasso di positività dei pool di zanzare analizzati in regione è in aumento rispetto al 2025, con un’incidenza che coinvolge diverse province, tra cui Venezia, Rovigo, Verona, Padova, Vicenza, Treviso, Udine e Pordenone. La sorveglianza entomologica, attiva da maggio a ottobre, ha registrato 46 siti positivi su 86 trappole installate, con un incremento rispetto ai dati del 2025. L’obiettivo del monitoraggio è individuare precocemente la circolazione del virus per attivare misure di mitigazione del rischio di trasmissione all’uomo.
sorveglianza integrata e sistema one health
La sorveglianza integrata, basata su un approccio One Health, coinvolge il monitoraggio di insetti vettori, uomo, uccelli e equidi. L’obiettivo è individuare precocemente la circolazione del virus nei vettori e nell’avifauna, in modo da attivare per tempo le azioni di mitigazione del rischio di trasmissione all’uomo, fra cui il controllo sistematico dei donatori di sangue e dei donatori di organi. Alla prima zanzara o al primo esemplare di avifauna positivo, lo screening per le attività trasfusionali e di trapianto viene attivato immediatamente, garantendo la sicurezza trasfusionale anche nelle stagioni di maggiore circolazione.
Le province interessate sono 8, con Venezia e Verona che registrano il numero più elevato di siti positivi. Sul fronte veterinario, in Veneto sono risultati positivi 33 uccelli selvatici e 5 equidi. L’incremento del tasso di positività è attribuito a condizioni climatiche favorevoli, come temperature elevate e prolungamento della stagione calda, che favoriscono la proliferazione dei vettori e la circolazione virale. La fase di massima circolazione è attesa fino ai primi di settembre, con un andamento che dipenderà in larga misura dalle temperature.
La sorveglianza entomologica dell’IZSVe si basa su 86 trappole per zanzare distribuite fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, con monitoraggio capillare a cicli di 15 giorni.
rischio per anziani e persone con patologie croniche
Il rischio di forme gravi dell’infezione da West Nile si concentra nelle persone anziane, con patologie croniche o con ridotte difese immunitarie. Nella grande maggioranza dei casi, l’infezione non si manifesta con sintomi, con circa l’80% delle persone infette che non sviluppa alcuna manifestazione clinica. Una quota minore presenta una sindrome simil-influenzale, mentre meno dell’1% sviluppa la forma neuro-invasiva. L’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 432 casi confermati nell’uomo in Italia, di cui 223 con forma neuro-invasiva e 17 decessi notificati. La quota elevata di forme neuro-invasive riflette il fatto che la sorveglianza intercetta soprattutto i quadri clinici più gravi. Il sistema di sorveglianza nazionale, fra i più capillari in Europa, aumenta la capacità di individuazione dei casi rispetto a Paesi con sistemi meno estesi.
L’Italia, con 432 casi confermati, segna il numero più alto in Europa, davanti a Grecia, Spagna, Macedonia del Nord e Romania.
Accanto ai sistemi di prevenzione di sanità pubblica, la misura più efficace per ridurre il rischio resta l’adozione di semplici comportamenti individuali. L’uso di repellenti cutanei, l’indossare abiti coprenti, l’utilizzo di zanzariere alle finestre e l’evitare ristagni d’acqua in vasi e contenitori esterni sono misure essenziali per ridurre la probabilità di infezione. Inoltre, l’impiego di prodotti larvicidi in tombini e pozzetti contribuisce a limitare la proliferazione delle zanzare.
