Yael Trepy migliora: nessun danno neurologico e degenza non lunga
Yael Trepy, attaccante del Cagliari, migliora dopo incidente in piscina: nessun danno neurologico e degenza non lunga.

Yael Trepy, attaccante del Cagliari, mostra segni di miglioramento dopo l’incidente in piscina avvenuto domenica a Baja Sardinia. Il 20enne, ricoverato in Terapia intensiva, non presenta criticità neurologiche e la degenza potrebbe non essere lunga. Il presidente del club, Tommaso Giulini, ha sottolineato la tempestività dei soccorsi, che hanno permesso di evitare una situazione potenzialmente fatale. La famiglia e il club seguono con attenzione le condizioni del giocatore, mentre le dichiarazioni ufficiali indicano un quadro in miglioramento.
Condizioni in miglioramento e trasferimento in reparto più idoneo
Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza, ha confermato che le condizioni di Yael Trepy sono progressivamente migliorate. Dopo l’estubazione, il calciatore ha ripreso pienamente conoscenza e non presenta criticità neurologiche. La madre Nelly è riuscita a visitarlo circa un’ora dopo l’intervento. La direttrice ha spiegato che il prossimo passo sarà il trasferimento in un reparto più idoneo alle sue condizioni, con l’obiettivo di ridurre la degenza. «Vedremo da domattina quelle che saranno le sue evoluzioni, se tutto va bene non penso a una degenza troppo lunga», ha detto Milia.
La tempestività dei soccorsi e il lavoro di squadra
La velocità dei soccorsi ha giocato un ruolo cruciale nel salvare la vita di Trepy. Il presidente del Cagliari ha ricordato che i soccorsi sono arrivati meno di cinque minuti dopo l’incidente, un tempo che ha permesso di evitare una situazione molto più grave. «Bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale», ha detto Giulini. L’equipe di soccorso, composta da medici, infermieri e anestesisti, ha provveduto all’intubazione in dieci minuti, salvando la vita del giocatore. Il lavoro di squadra, incluso il contributo dei volontari e dei soccorritori, è stato definito cruciale per il recupero.
L’incidente, avvenuto in una piscina di Baja Sardinia, ha avuto origine da un momento di distrazione. Trepy, che non sa nuotare, si sarebbe addormentato al sole per 2-3 ore prima di entrare in acqua e finire nella zona più profonda. La paura, insomma, lascia finalmente spazio alla speranza. La famiglia e il club, che hanno seguito con attenzione le condizioni del giocatore, mostrano un sollievo crescente. «Rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso», ha detto Giulini. Il Cagliari, che può concentrarsi sempre più sull’esordio in Serie A, segue con fiducia l’evoluzione del calciatore.
Le condizioni di Yael Trepy continuano a migliorare, con segnali positivi che alimentano l’ottimismo. L’ospedale «Santissima Annunziata» di Sassari ha confermato che non sono state rilevate altre sostanze nel corpo del giocatore, un aspetto che ha rassicurato i familiari e i responsabili del club. Il lavoro di tutti i professionisti coinvolti nell’intervento ha dimostrato l’efficacia del sistema sanitario sardo, che ha salvato una vita in modo rapido e professionale.
Il presidente del Cagliari ha anche ricordato come il calciatore non sa nuotare e potrebbe essere subentrato il panico, anche a causa dell’esposizione prolungata al sole. A dare l’allarme era stata una ragazza, mentre due compagni si erano tuffati per soccorrerlo, e «in dieci minuti era già intubato». Il ricordo dell’accaduto resta drammatico, ma oggi sul Cagliari e sulla famiglia prevale il sollievo. Trepy è ora seguito anche dagli uomini del club, con Fabio Pisacane, Roberto Muzzi e il direttore sportivo Pietro Accardi andati a trovarlo: «Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista».
