Pongo, il cane abbandonato in casa, trovato in fin di vita dopo giorni senza cibo né acqua
Cane abbandonato in casa senza cibo né acqua, salvato da volontari. Pongo in fin di vita, recupero in corso.

Pongo, un cane meticcio simil Dogo di quasi sei anni, è stato trovato in fin di vita in casa dopo essere stato abbandonato senza acqua né cibo dai suoi proprietari. L’episodio, avvenuto il 17 luglio, ha suscitato indignazione e preoccupazione nella comunità. La donna, una donna di poco più di trent’anni, era in vacanza fuori città, lasciando il cane solo in un appartamento privo delle condizioni minime per il suo benessere. I volontari dell’associazione Melampo, che avevano dato in adozione il cane nel novembre del 2024, hanno giocato un ruolo chiave nel salvataggio, grazie alla costanza nel monitorare le condizioni del cane. Pongo era completamente stremato, con un peso che era crollato da circa 42 chilogrammi a poco più di 20.
Un caso drammatico che ha sconvolto la comunità
La scena che i soccorritori hanno trovato all’interno dell’appartamento di Fano, nelle Marche, è stata drammatica. Pongo, privo di cibo e acqua, era in condizioni estremamente compromesse, con segni evidenti di sofferenza. Le immagini ricevute dai volontari nei mesi successivi all’adozione avevano iniziato a suscitare preoccupazione. Le comunicazioni si erano fatte sempre più rare, e le risposte alle richieste di informazioni erano considerate poco chiare. La richiesta della proprietaria di rinunciare all’animale aveva spinto l’associazione a cercare una nuova famiglia, ma la donna aveva improvvisamente cambiato idea. Questi segnali hanno portato i volontari a chiedere l’intervento delle guardie ecozoofile, un passo determinante per il salvataggio del cane.
Le condizioni di Pongo erano estremamente compromesse, con un dimagrimento drastico e segni di sofferenza fisica. Il cane presentava piaghe da decubito e unghie cresciute fino a deformarsi. Secondo quanto riferito dai volontari, Pongo aveva persino bevuto la propria urina e nutrito i propri escrementi per sopravvivere. I veterinari hanno avviato un delicato percorso di recupero, basato su piccoli pasti distribuiti nell’arco della giornata. I primi segnali positivi non hanno tardato ad arrivare: dopo pochi giorni il cane è riuscito nuovamente a reggersi in piedi e, al momento delle dimissioni, aveva già recuperato oltre tre chilogrammi.
Il percorso di recupero e le reazioni della comunità
Le condizioni di Pongo migliorano giorno dopo giorno grazie alle cure veterinarie, all’alimentazione controllata e all’affetto di chi non ha mai smesso di credere che meritasse una seconda possibilità. L’animale è stato posto sotto sequestro e affidato in custodia giudiziaria all’associazione Melampo. La proprietaria è stata denunciata per presunto maltrattamento di animali. Il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, ha espresso il proprio sostegno ai volontari, sottolineando che la responsabilità del caso ricade esclusivamente su chi ha ridotto il cane in quelle condizioni. Il primo cittadino ha annunciato verifiche sul caso e la volontà di rafforzare i sistemi di controllo sulle adozioni.
La vicenda ha suscitato una forte ondata di indignazione sui social network, con condanne e critiche. Oltre alla condanna nei confronti della proprietaria, alcuni utenti hanno criticato l’associazione Melampo, accusandola di non aver effettuato controlli sufficienti dopo l’affido. I volontari hanno però ricostruito pubblicamente tutte le verifiche svolte, spiegando che proprio il sistema di monitoraggio successivo all’adozione ha consentito di individuare i primi segnali di allarme e di intervenire in tempo. La speranza è che Pongo possa presto lasciarsi alle spalle questo terribile capitolo della sua vita e trovare, questa volta, una famiglia capace di offrirgli l’amore, le cure e la sicurezza che ogni cane merita.
