Bruno Campanella, maestro del belcanto, è morto all’età di 83 anni dopo una lunga malattia
Bruno Campanella, direttore d’orchestra e maestro del belcanto, è morto all’età di 83 anni dopo una lunga malattia. L’annuncio è arrivato da fonti vicine alla famiglia.

Una vita dedicata alla musica e al belcanto
Bruno Campanella, uno dei più autorevoli interpreti del repertorio operistico italiano e figura di riferimento del belcanto nel panorama musicale internazionale, è morto ieri martedì 4 agosto all’età di 83 anni dopo una lunga malattia. La notizia è stata resa pubblica da fonti vicine alla famiglia, che hanno confermato la scomparsa del maestro, noto per il rigore interpretativo e l’eleganza del gesto. NATO a Bari il 6 gennaio 1943, Campanella ha legato il proprio nome ai maggiori teatri lirici del mondo, distinguendosi per una profonda conoscenza della tradizione operistica. La sua carriera è stata segnata da un impegno costante e un’attenzione particolare al repertorio belcantistico.
Un palcoscenico internazionale e collaborazioni di alto livello
Sul palcoscenico torinese, Campanella ha diretto rappresentazioni memorabili di “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini, con la regia di Giorgio Marini, “La Fille du régiment” di Gaetano Donizetti con la regia di Luca Ronconi e “La carriera di un libertino” di Igor Stravinskij con la regia di John Cox. Nel corso della sua lunga carriera, Campanella è salito sui più prestigiosi palcoscenici internazionali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro dell’Opera di Roma, il Metropolitan Opera di New York, il Lyric Opera di Chicago, la San Francisco Opera, l’Opéra National de Paris, la Royal Opera House di Londra, la Staatsoper di Vienna, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, il Teatro Municipal di Santiago del Cile, l’Opéra de Montréal e il New National Theatre di Tokyo. Ha collaborato con alcuni dei più importanti interpreti della lirica mondiale.
Nella sua attività, Campanella ha affrontato con successo anche le opere di Giuseppe Verdi, Nino Rota, Igor Stravinskij e Benjamin Britten, lavorando con artisti come Cecilia Bartoli, Juan Diego Flórez, Mariella Devia, Natalie Dessay, Kathleen Battle, Alfredo Kraus, Renato Bruson, Jennifer Larmore, Luciana Serra ed Enzo Dara. Tra i momenti più significativi della sua attività figura l’omaggio alla città natale con la registrazione, nel 2002, de “La Cecchina, ossia la buona figliuola” di Niccolò Piccinni. Nello stesso anno, il Ministero della Cultura francese gli conferì il titolo di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 2017 ricevette in Cina l’Oscar della Lirica, riconoscimento alla carriera internazionale.
La sua formazione musicale ha avuto inizio al liceo classico “Orazio Flacco” di Bari, dove ha iniziato a sviluppare un interesse per la musica. Successivamente, si è trasferito a Firenze, dove ha conseguito i diplomi in composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio “Luigi Cherubini”. Si è perfezionato con maestri del calibro di Nino Rota, Luigi Dallapiccola, Hans Swarowsky e Thomas Schippers, affiancando alla formazione musicale una laurea in filosofia con una tesi dedicata alle religioni buddhiste. Dalla fine degli anni Setenta, Campanella si è imposto sulla scena internazionale come uno dei più raffinati specialisti del repertorio belcantistico, contribuendo alla riscoperta e alla valorizzazione delle opere di Rossini, Bellini e Donizetti. La sua produzione discografica comprende numerose incisioni di riferimento del repertorio operistico italiano, realizzate con etichette come Deutsche Grammophon, Emi Decca, Virgin Classics e Nuova Era.
